L'amministratore di condominio

L’amministratore di condominio è previsto e riconosciuto nel codice civile, dove vengono riportate tutte le competenze e i doveri a esso connessi.

Perché esiste l'amministratore di condominio?

Questa figura esiste per per garantire la corretta gestione di uno stabile abitato da molteplici nuclei familiari. L’amministratore di condominio viene nominato dall’assemblea con il compito di agire e rappresentare il condominio per loro conto.

L’amministratore è inoltre il responsabile delle parti comuni dell’edifico e cioè quelle definite dall’articolo 1117 del codice civile e dal regolamento di condominio.

Non possiede però alcun potere o rappresentanza per quanto riguarda le parti private dell’edificio, come ad esempio su i singoli appartamenti.

Quando c'è l'obbligo dell'amministratore di condominio?

La nomina dell’amministratore condominiale diviene un obbligo nel momento i cui i condomini superano il numero limite di 9; sotto questo limite il condominio può essere gestito senza amministratore.

Ma nella casistica standard in cui viene considerato necessario può essere eletto tra i condomini stessi (se in pieno godimento dei propri diritti e dei requisiti necessari) o può essere scelto tra professionisti esterni.

La gestione di un condominio può essere particolarmente complicata a causa dei beni al suo interno ed esterno, dalla presenza di molteplici famiglie e dalle spese da affrontare. Spesso sorgono problematiche che soltanto con un approccio professionale e competente possono essere risolte.

Il ruolo di amministratore di condominio viene quindi considerato un lavoro vero e proprio. Questo impiego potrà essere esercitato correttamente solo in presenza di una stabile struttura organizzativa e grazie a mezzi adeguati all’incarico.

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